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Racconti
Quando il Bradipo si scatena. ..
(LUGANO – SAN BERNARDINO - BIVIO – MALOJA – LUGANO)
Sabato 21 agosto, solita ora, solito posto e, ti pareva, solito numero di moto in attesa di partire: tredici! Per fortuna due passeggere portano a quindici il numero dei partecipanti.
-Non facciamo l’autostrada! Prendiamo la Cantonale e attenti ai radar!- ordina Adriano e siccome “Padrun cumanda e cavall tròta”, il gruppo si avvia, placidamente, in direzione di Mesocco, punto d’incontro con Robert e Rita. L’andatura è rilassante, come si conviene ai guzzisti, che amano ammirare il panorama, sentire i profumi, apprezzare le piccole realtà del percorso. Ma, fatti due rapidi calcoli, qualcuno si accorge che la tratta Lugano – Bivio è lunga 170 Km e se si continua con una media che si avvicina ai 40 km/h in discesa, si pranzerà a pomeriggio inoltrato. Così, sulle prime rampe della vecchia strada che porta a San Bernardino, Carlo rompe gli indugi e, approfittando della scarsità di traffico, mette alle corde il suo Le Mans e si stacca dal gruppo, seguito da un paio di agili Breva. Tentenno un attimo e, superate le due “new entry” (un glorioso V7 appartenuto alla polizia di Lugano e un simpatico V 35 Imola alla ricerca dei cavalli perduti), mi butto all’inseguimento dei fuggitivi, seguito a ruota dal Presidente, intenzionato a togliere la ruggine dai pistoni del suo California. Per una decina di chilometri ci divertiamo, sempre senza rischiare l’osso del collo. Ricompattiamo a San Bernardino e proseguiamo verso il passo. Mi trovo davanti uno dei numerosi “Roberto” del gruppo, che chiamerò “il Greco”, a causa del suo amore per l’ellenica terra. Mi sorprende vederlo quasi appoggiare la suola dello stivale a ogni tornante. Sul passo sarà chiarito il mistero: la pressione degli pneumatici è eccessivamente bassa e la moto risulta, pertanto, poco stabile e provoca insicurezza nel pilota. Una sosta alla prima stazione di servizio risolve il problema.
Dopo rapido consulto per chiarire se sulla semiautostrada occorre la famosa vignetta (alcuni ne sono sprovvisti), si decide di abbandonare l’idea di percorrere la sempre fascinosa Via Mala. Il ritmo ci guadagna e arriviamo a Bivio in perfetto orario per il pranzo, preceduto dal solito, generoso, aperitivo offerto dal Moto Club. L’ottimo vino bianco, coniugato a spaghetti bolognese con bistecca ai ferri e relativi contorni procurarono, al nostro presidente, un principio di abbiocco fulminante, che lo spinse a proferire le seguenti parole:
-Oggi pomeriggio, nel viaggio di ritorno, mi piazzo in fondo al gruppo e faccio il bradipo-.-
La promessa fu mantenuta fino a Silvaplana (bellissime le immagini del suo lago, letteralmente coperto da una miriade di piccole imbarcazioni, vele e aquiloni di ogni tipo). Dopo il rifornimento cominciammo a vederlo comparire nelle prime posizioni ed infine, nella discesa che porta da Maloja a Chiavenna, il Bradipo si scatenò. Confesso che ho dovuto impegnarmi non poco per tenergli dietro. Il suo nero California, con notevole agilità, danzava fra le auto che scendevano incolonnate, superandole a dozzine. Perfino un italico centauro, su una fiammante BMW R 1200, in grado di sprigionare almeno un centinaio di CV che, come me, si era messo in mente di seguire il Bradipo, dovette desistere e rassegnarsi a vederlo sparire all’orizzonte.
Lo ritrovammo al confine con l’Italia, oramai scevro da ogni velleità e pronto a rivestire i panni del tranquillo guzzista. Con tutta calma arrivammo a Dongo, dove ci fermammo ad aspettare il resto del gruppo. Mentre ci si dissetava, i meno giovani ricordarono la triste vicenda della cattura e della successiva uccisione di Benito Mussolini.
Qui il gruppo si sciolse: alcuni (i più) rientrano a Lugano da Gandria, altri rincasarono rimanendo sulla riva del lago di Como.
Ancora una bella uscita, baciata dal sole, in simpatica compagnia.
Ermanno