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Racconti
MOTO GUZZI V35 IMOLA
La stagione bella ormai è finita e davanti alle nostre porte incomincia l’inverno . Ma come me ci sono alcuni arditi che non guardano in faccia alle intemperie e al sale delle strade. Un consiglio per chi viaggia in inverno ma teme il sale. Comprate l’olio in bomboletta per le catene delle moto. È un olio molto denso, sembra quasi grasso , spruzzatelo sulle parti metalliche e rifinitelo con un pennello . Rimarrà aderente fino in primavera . A inizio stagione prendete un barattolo di petrolio e un pennello e lavate il tutto . Fate però attenzione di coprire i dischi dei freni sia quando mettete l’olio e anche quando lavate la moto col petrolio . Alla fine lavate la moto col getto di acqua calda degli autolavaggi. Vedrete che la moto non avrà subito danni causati dalla salsedine.
Come mia consuetudine allego qualche foto di una Guzzi . La piccola Le Mans . Ovvero la V 35 Imola . La serie delle piccole con motore a V si può dire che sia stata fra le migliori in produzione dall’inizio del 77, anche per la produzione interna della Moto Guzzi. Visto che andavano così bene, si possono vedere ancora oggi nuovi modelli derivati, tipo Breva 750. Il motore è servito pure (anche se un po’ modificato ) per gli aerei telecomandati americani senza pilota, chiamati “droni”. Si pensi che i produttori concorrenti, iscritti al concorso dell’esercito, erano moltissimi.
Comunque tornando alla Imola V35 , era il modello sportivo della V35 da strada . La normale aveva 33,6 cavalli e la Imola 36 . Cambiavano il diametro delle valvole, i carburatori e i pistoni. Il motore così trasformato era una vera bomba (naturalmente rapportandolo all’epoca). Infatti la gioventù di allora ne andava matta, spesso elaborando un propulsore già gagliardo e affidabile, col risultato che oggi se ne trovano pochissime in uno stato decente, ma quasi tutte coi motori usurati . Ancora oggi può regalare le belle sensazioni di una vera moto. Rombo tipico, telaio eccellente, cambio “morbidissimo” e ben rapportato e freni molto buoni. È molto divertente e soddisfa in ogni situazione. Il mio modello è un ‘81 e deve fare ancora il collaudo della rumorosità di scarico . Chi ne volesse omologare una deve fare attenzione che non sia stata prodotta dopo il 1981, perché oltre non è purtroppo più possibile.
Dopo questo modello ben studiato nei minimi particolari, la Moto Guzzi ha proseguito la serie, con alterne fortune, fino oggi. Io ammetto di preferire le anziane, senza tutta l’elettronica, l’iniezione, l’ABS e il resto. Se Carlo Guzzi avesse incontrato oggi uno di questi moderni ingegneri, gli avrebbe detto una delle sue frasi più famose: lü le dumà pien de ball …
Michel Resegatti