CRISTÀI A CIOSS PRATO (racconto)

Fioca sü la "VIA DI GENT" ...

CRISTÀI A CIOSS PRATO.

 

Come da programma, ritrovo alla stazione FFS di Lugano alle ore 08.15; ore 10.45 visita guidata alla grotta dei cristalli di Cioss Prato, alle ore 12.30 Pranzo. Raggiungo la stazione con un leggero ritardo e tra la “Stelvio” dell'Ermanno, la “Norge” del Danilo (accompagnato dall’Elisa), le “California” del Cesare e del Knuth, la “Le Mans II” del Luca, la “V7” del Sergio, la “Bellagio” dell'Enzo e le “Breva” dell'Adriano e della Vanessa… cosa vedono le mie mattutine ed offuscate pupille? Due “archibugi” costruiti nel 1951 (Airone 250), uno cavalcato dal Carlo, l'altro dal Loris.

Un brivido mi percorre la schiena. Visto il pericolo di guasti e la velocità dei due “sputafuoco” mi sa che devo chiedere al gerente (Sig. Leonardi) di posticipare il pranzo.

MI son dovuto ricredere: alle 10 eravamo già a Faido, dove il Luca aveva appuntamento con… la so murusa, l'Antonella. In attesa ci siamo bevuti un caffè nel bar più vicino.

Curioso come cambiano i dialetti. Ricordo che i "Leventina" li tiravamo in giro per quelle frasi dialettali che, a noi (Luganesi), sembravano "buffe" tipo: “El se fai bechè dal puian... ma se jarè ei man in la piraca... ciapa el panèt da nès...”, ma, gli avventori all'entrata del Bar proprio non li capivo.

“Dogi, dobro, Kvala, molim, ...”, bohh... sarà un’evoluzione del dialetto. Comunque, vogliamoci bene, se sono lì è perché sono brava gente.

E via, con una partecipante in più e, di conseguenza, avviso il Signor Leonardi che saremo tre in più del previsto (denta ‘na brancada da pulenta in piü).

Superato Airolo mi son trovato a dover fare una scelta: entro nella cunetta e schivo la "buascia" oppure “scciafff”? Tempo per la decisione una frazione di secondo... entro nella cunetta. Loris sceglie la seconda opzione con le inevitabili conseguenze: immer da ... . A Cioss Prato si ripulisce, prevedendo che, nonostante la nostra proverbiale discrezione, il giornalino di carnevale di un paesello del Malcantone riserverà qualche riga per questa piccola disavventura. Loris, la natura non fa sconti, neppure all'Airone del 1951.

Bella la visita alla grotta dei cristalli, magistralmente presentata dal Signor Leonardi, molto, ma molto, preparato. Tre parole per definirlo: appassionato, competente, audace. Da notare che buona parte degli splendidi cristalli esposti raggruppano le ricerche (e i ritrovamenti), di tre generazioni. Infatti già il nonno era un appassionato "cristalatt".

In fondo alla scala d'entrata della grotta si trova un vecchio tronco d'albero. La Mari lo guarda e girandosi dichiara:

“Ma guarda qui... la testa la sumeja la fascia d'un mostru!”. La nostra guida spiega che la "scultura" va guardata dall'alto al basso e si profila come una piccola madonna. Che figura!

Non voglio "prolissarmi" troppo nei ringraziamenti, quindi ripeto che una visita vale la pena. Aggiungo solo che l'apéro è stato molto apprezzato da tutti (prodotti a chilometro zero). Un ringraziamento a tutto lo staff della cucina per l'ottima polenta e spezzatino.

Finito il pranzo inizia il MGP. Si alza il volume del grande televisore, ma i commenti "Folk" del Carlo e dell'Enzo superano abbondantemente quelli del commentatore televisivo.

Loris ritiene che sarebbe bello tornare tutti in gruppo. Pur condividendo il desiderio, gli ricordo che quasi tutti hanno impegni che probabilmente non ci permetteranno un rientro in gruppo. Infatti poco dopo si annunciano partenti il Reinhard, che va a farsi i passi della Novena e poi del Sempione, il Cesare che non vuol perdersi il ciclismo, la Vanessa, l'Adriano... insomma, per farla breve, dopo Biasca siamo rimasti in sette.

Breve sosta al grotto “Pluto”, gestito da gente simpatica.

Ripartenza. Sul M.te Ceneri la mia Imola fa le bizze. Non riesco neppure a tenere il ritmo del Carlo e del Loris che cavalcano “archibugi” de 1951. A Rivera schiatta. Sono preoccupato: penso di aver bucato un pistone oppure peggio. Dopo un controllo sommario mi sorge un dubbio: con la “Breva” 1'100 riesco a fare tranquillamente 400 chilometri con un pieno... ma questa è la “Imola” 350. Vuoi vedere che... infatti, nel serbatoio, vuoto siderale.

Sono stato salvato dal Sergio, che ha trovato un distributore aperto, ha acquistato una tanica e mi ha portato 5 litri di gasolina. La mia “Imola”, contenta, riparte.

Morale: a 60 ann, par la prima volta in vita... sum restaa a secc perchè pensavi che ‘na moto dal 1980 con 15 litri la podeva fa 300 chilometri. L'è mia vera, la pipa vott litri al cent… altru che scheda tecnica che la dà al cinq al cent!

 

 

                                                                                             Silvano